Super AML

Una buona adeguata verifica o non ti fa fare mai una SOS oppure te la fare immediatamente.

“Antiriciclaggio Detto Fatto” – I Pilastri dell’Antiriciclaggio

Il sistema antiriciclaggio italiano, definito dal Decreto Legislativo 231/2007, si fonda su quattro pilastri fondamentali che lavorano in sinergia per prevenire e contrastare le attività illecite finanziarie.

Il primo pilastro è l’adeguata verifica, che impone alle istituzioni finanziarie di implementare un rigoroso processo di identificazione e conoscenza dei propri clienti. Questo processo, basato sul principio del Know Your Customer (KYC), valuta sia aspetti soggettivi legati al cliente stesso, come la sua natura giuridica e area geografica di residenza, sia aspetti oggettivi relativi alle operazioni effettuate, come tipologia, frequenza e ammontare.

Il secondo pilastro è la collaborazione attiva, che richiede alle banche di segnalare alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria) qualsiasi attività sospetta. Questa valutazione si basa su specifici indicatori di anomalia, periodicamente aggiornati, che aiutano gli istituti a identificare potenziali operazioni illecite.

La conservazione dei dati rappresenta il terzo pilastro e prevede la gestione accurata delle informazioni relative ai clienti e alle loro transazioni attraverso l’Archivio Standardizzato. Questo sistema garantisce la tracciabilità completa delle operazioni per almeno dieci anni e supporta sia le attività di monitoraggio che l’identificazione di schemi anomali.

Infine, il quarto pilastro riguarda la limitazione all’uso del contante, con l’attuale soglia massima fissata a 5.000 euro per i trasferimenti tra soggetti diversi. Questa misura include anche specifiche normative sugli assegni, che devono essere non trasferibili per importi superiori a 1.000 euro, e prevede alcune deroghe specifiche, come nel caso dei turisti stranieri

Clicca qui per leggerlo

Lascia un commento

Navigazione

ANTIRICICLAGGIO DETTO FATTO

Apple Podcast · Amazon Music · Spotify