Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria 1/2025 della Banca d’Italia, emerge con forza un messaggio chiave: la lotta al riciclaggio di denaro non è solo un obbligo normativo, ma un presidio essenziale per la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso. Un concetto ribadito anche dal Governatore Fabio Panetta, che nel suo intervento al 31° Congresso Assiom Forex ha richiamato l’attenzione su rischi sistemici e reputazionali legati a controlli insufficienti, soprattutto in settori esposti a garanzie pubbliche e a nuove forme di intermediazione.
Garanzie pubbliche e rischio riciclaggio: un binomio da presidiare
Come riportato nel Rapporto, l’utilizzo di garanzie statali (Fondo centrale di garanzia e SACE) è rimasto elevato anche nel periodo post-pandemico. Tuttavia, un’indagine condotta dalla Banca d’Italia presso le banche meno significative (LSI) ha evidenziato che il 19% dei prestiti garantiti presentava anomalie, tra cui spiccano:
- Modalità non conformi di assolvimento degli obblighi antiriciclaggio;
- Valutazioni inadeguate del merito creditizio;
- Finalità del prestito non coerenti con quanto dichiarato;
- Documentazione incompleta o irregolare.
Queste criticità, pur riferite a una quota minoritaria dei prestiti, assumono un peso sistemico perché minano la fiducia nel sistema e espongono gli intermediari a rischi di credito, operativi e reputazionali. La presenza della garanzia pubblica, avverte la Banca d’Italia, non può costituire una deroga agli standard prudenziali, ma deve essere accompagnata da robusti sistemi di valutazione, monitoraggio e controllo.
Presidi AML e controllo della rete: la lezione del campo
Va sottolineata sempre più l’importanza crescente dei controlli lungo l’intera filiera commerciale. In particolare, si raccomanda:
- L’adozione di presidi AML solidi, non solo in fase di onboarding, ma anche durante la vita del rapporto;
- Il rafforzamento delle verifiche sulla rete di agenti e mediatori, spesso anello debole nella catena distributiva;
- L’aggiornamento della documentazione contrattuale e di trasparenza;
- L’integrazione tra sistemi di selezione dei collaboratori e controlli interni in chiave antiriciclaggio.
Tutto ciò si riflette in una crescente attenzione ispettiva: le verifiche della Banca d’Italia, dell’OAM e della Guardia di Finanza iniziano spesso proprio dalla qualità dei controlli AML posti in essere dall’intermediario che eroga il credito.
Il richiamo del Governatore Panetta
Il Governatore Panetta, nella sua relazione, ha insistito sulla necessità che la solidità patrimoniale degli intermediari non sia considerata una garanzia sufficiente in assenza di un’efficace governance dei rischi non finanziari, tra cui rientra a pieno titolo il rischio di riciclaggio. La stabilità finanziaria – ha sottolineato – non può prescindere dalla credibilità complessiva degli attori finanziari, inclusa la loro capacità di prevenire l’utilizzo improprio del sistema per fini illeciti.
Conclusioni: un cambio di paradigma
In sintesi, l’antiriciclaggio emerge nel Rapporto 1/2025 non come mero adempimento, ma come strumento strategico di stabilità finanziaria. Le nuove sfide – dalla digitalizzazione alla crescente disintermediazione – impongono una revisione profonda degli assetti organizzativi e dei presìdi di controllo, nella consapevolezza che ogni falla nel sistema può essere sfruttata per finalità criminali.
Occorre quindi promuovere una cultura del controllo diffusa e trasversale, che coinvolga non solo i team AML, ma tutte le funzioni aziendali, fino alla rete commerciale. Un approccio che, come richiamato dal Governatore Panetta, è essenziale per preservare la fiducia nel sistema finanziario italiano ed europeo.
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