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Il Rating di Legalità e le Implicazioni Antiriciclaggio: un Valore Strategico per le Imprese

Excursus normativo sul rating di legalità

Il rating di legalità è stato introdotto nell’ordinamento italiano dall’art. 5-ter del Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, con l’obiettivo di promuovere principi etici nei comportamenti aziendali e aumentare la trasparenza del mercato. A gestirne l’attribuzione è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), sulla base di un regolamento operativo aggiornato più volte nel tempo, fino alla delibera n. 28361/2020.

Nel corso degli anni, la normativa si è evoluta ampliando i presupposti di rilascio del rating e prevedendo maggiori controlli, ad esempio in tema di:

  • Reati ostativi (bancarotta, usura, reati ambientali, etc.),
  • Presenza nelle “white list” antimafia,
  • Adozione di sistemi di compliance come i modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001.

Il rating si basa su una scala da una a tre “stellette”, a seconda del livello di compliance dimostrato dall’impresa.

Ambito di applicazione e requisiti per accedere al rating

Il rating di legalità è rilasciato su istanza di parte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e può essere richiesto da qualsiasi tipologia di impresa, sia essa individuale che costituita sotto forma societaria. Ha una durata biennale dal rilascio, ma può essere rinnovato dietro richiesta dell’impresa.

Il rating di legalità può essere richiesto da imprese:

  • Con sede operativa in Italia,
  • Iscritte al Registro delle Imprese da almeno due anni,
  • Con fatturato non inferiore a due milioni di euro.

I requisiti minimi per ottenere almeno una stelletta sono:

  • Assenza di condanne o procedimenti ostativi (es. reati tributari, corruzione, pratiche commerciali scorrette),
  • Regolarità fiscale, contributiva e in materia di sicurezza sul lavoro,
  • Utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili.

Il rating di legalità non può essere rilasciato nei casi di interdittive antimafia, commissariamento, sentenza per delitti di rilevanza penale, passaggio in giudicato di sentenza di condanna. Il rilascio del rating può essere possibile anche nel caso in cui l’impresa sia sottoposta a una confisca, qualora venga affidata a un custode o amministratore giudiziario, con il fine ultimo di provare la ripresa e/o continuazione dell’attività economica o nel caso in cui i beni aziendali che sono stati confiscati alla criminalità organizzata siano destinati all’affitto o alla vendita in favore di società o imprese pubbliche e in tutti i casi disciplinati dall’art. 2, comma 2 del regolamento e come previsto al punto 5.

Per ottenere punteggi superiori (due o tre stellette), l’impresa deve adottare ulteriori presidi, come:

  • Modello organizzativo 231/2001,
  • Sistemi di tracciabilità dei pagamenti oltre i limiti di legge,
  • Adesione a protocolli di legalità e codici etici.

La domanda si presenta tramite la piattaforma WebRating, con firma digitale e PEC.

L’Autorità delibera l’attribuzione del rating entro 60 giorni dall’inoltro o dal ricevimento completo della domanda. Il termine viene sospeso per un massimo di 45 giorni in caso di richiesta di informazioni ad altre pubbliche amministrazioni; in caso di incompletezza dell’istanza, l’Autorità informa l’impresa entro quindici giorni, mentre decorsi trenta giorni dalla comunicazione di incompletezza, senza che ci sia stato un riscontro, la domanda s’intenderà respinta. Pertanto, nel caso in cui sia ancora interessata a conseguire il rating, l’impresa deve presentare una nuova istanza.

In caso di esito positivo della domanda di attribuzione del rating, invece, si provvede a inserire l’impresa nell’elenco pubblicato sul sito dell’Autorità.

L’elenco riporta la denominazione dell’impresa, il codice fiscale o partita iva come identificativo dell’impresa, la sede legale, la data di rilascio, il rating attribuito o rinnovato, la scadenza. È cura dell’Autorità provvedere a mantenere aggiornato tale elenco.

Ai sensi dell’art. 6 del Regolamento, il rating di legalità ha la durata di due anni dal rilascio e può essere rinnovato su richiesta sei mesi prima dalla scadenza. In tale caso, il rating conserva la sua validità fino alla data in cui l’Autorità si pronuncia sulla richiesta.

In caso di accoglimento, il rating viene confermato per altri due anni dalla delibera, in caso contrario gli effetti della domanda cessano.

La perdita di uno dei requisiti di cui all’art. 3, comma 2, potrebbe comportare anche la riduzione del punteggio, facendo diminuire le “stellette” del rating.

Prima di qualsiasi provvedimento di revoca, sospensione, o riduzione del punteggio l’Autorità ne comunica i motivi all’impresa che, nei 15 giorni successivi a tale comunicazione, ha diritto di presentare per iscritto le proprie osservazioni.

I benefici nell’accesso al credito

Il rating di legalità comporta vantaggi concreti, in particolare nell’accesso al credito bancario:

  • Le banche sono obbligate a considerare il rating nella valutazione delle richieste di finanziamento.
  • In caso contrario, devono motivare l’omissione con una relazione inviata alla Banca d’Italia.

I benefici più comuni per le imprese dotate di rating includono:

  • Riduzione dei tempi e dei costi di istruttoria,
  • Migliori condizioni economiche sui prestiti (tassi, spread, garanzie richieste),
  • Facilitazioni nei bandi pubblici e negli appalti, con punteggi premiali previsti nei bandi.

Nel 2023, oltre 19.000 imprese hanno usufruito del rating per l’accesso a finanziamenti, confermando la rilevanza crescente di questo strumento.

Tra i benefici riconosciuti alle imprese titolari del rating di legalità è di indubbia rilevanza la facilitazione di accesso alle gare e negli appalti pubblici. La stretta collaborazione tra ANAC e AGCM in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione, nonché le relazioni tra rating di impresa e rating di legalità valorizzano l’istituto con le relative premialità nell’ambito delle gare d’appalto e nei rapporti delle imprese con la PA e nella catena dei subappalti.

Il nuovo Codice dei contratti pubblici consente, tra l’altro, alle amministrazioni aggiudicatrici di inserire nei bandi il maggior punteggio attribuito alle imprese in possesso del rating di legalità tra i criteri c.d. “premiali” che si intendono applicare in sede di valutazione delle offerte.

Interazioni positive con modello 231/2001, adeguati assetti organizzativi e profili antiriciclaggio

L’adozione di un modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 rafforza l’efficacia del rating di legalità incoraggiando comportamenti etici e una gestione aziendale adeguata, al fine di prevenire episodi di corporate criminality. A riguardo, infatti, si rileva che l’interazione tra i due sistemi produce effetti positivi:

  • Le imprese con modello 231 ottengono punteggi incrementali nel rating,
  • Il modello consente di mappare i rischi di reato (compresi quelli di riciclaggio) e stabilire presidi di controllo.

Questo si collega anche all’obbligo degli adeguati assetti organizzativi previsto dall’art. 2086 c.c., particolarmente rilevante nella gestione dei rischi di crisi e insolvenza. Un sistema di controllo interno efficace facilita la compliance normativa, migliorando non solo il punteggio di rating, ma anche la solidità dell’impresa.

L’adozione di un efficace MOG e il rating di legalità rappresentano un driver significativo per l’attuazione, da parte delle società, di un percorso di analisi dei rischi e di verifica dei processi aziendali con l’obiettivo di riduzione, se non di eliminazione, dei più rilevanti profili di rischio, anche AML nell’ottica comune di migliorare la trasparenza e l’eticità dei comportamenti aziendali.

Dal punto di vista antiriciclaggio, il rating di legalità aiuta a:

  • Dimostrare la trasparenza della governance,
  • Migliorare la customer due diligence da parte di banche e controparti,
  • Ridurre il rischio percepito di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

In sintesi, rating di legalità, modello 231, adeguati assetti e compliance AML si rafforzano a vicenda, creando un ecosistema virtuoso di prevenzione, efficienza gestionale e competitività.

Il rating di legalità diventa, quindi, la chiave di volta per aiutare le imprese nei rapporti con le banche, nell’accesso ai finanziamenti pubblici e nei bandi di gara, migliorando le condizioni di credito, la trasparenza delle informazioni anche in tema AML,  l’attrattività degli investimenti e un vantaggio competitivo sul mercato.

Una replica a “Il Rating di Legalità e le Implicazioni Antiriciclaggio: un Valore Strategico per le Imprese”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    Importante riflessione, troppo spesso trascurata. Grazie Annamaria

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