Nel luglio 2025, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha pubblicato il trentunesimo numero della collana “Quaderni dell’Antiriciclaggio”, intitolato “Report on crypto-assets and the risk of money laundering”. Si tratta di un contributo di rilevante importanza per comprendere le sfide che le cripto-attività (crypto-assets, CA) pongono in termini di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo (AML/CFT), e per delineare possibili linee d’azione per rafforzare la prevenzione e il contrasto a tali fenomeni.
Il rapporto, redatto con un approccio multidisciplinare, analizza in maniera articolata le dimensioni tecnologica, normativa e di mercato del fenomeno cripto, offrendo una sintesi aggiornata, accessibile e di grande valore sia per i professionisti del settore che per i decisori pubblici.
1. L’inquadramento concettuale e la natura ibrida delle cripto-attività
Nel capitolo introduttivo, gli autori chiariscono l’esigenza di uno studio ulteriore sulle CA, evidenziando come esse stiano attraversando la fase di “crescita” del ciclo di vita del prodotto, con tassi di adozione in rapido aumento tra la popolazione. Le cripto-attività non sono più un fenomeno marginale, ma si avviano a diventare strumenti finanziari di uso diffuso. Tale crescita ne amplifica le potenziali implicazioni per la sicurezza economico-finanziaria.
Uno degli elementi centrali messi in luce è la natura mista delle CA, che presentano caratteristiche sia della “token money” (come il contante) sia della “account-based money” (come i depositi bancari). Questa ambiguità concettuale rende le CA difficilmente inquadrabili nel perimetro normativo tradizionale, sottolineando la necessità di una regolamentazione ad hoc.
2. Le vulnerabilità delle cripto-attività al riciclaggio
Il rapporto evidenzia numerose vulnerabilità intrinseche alle CA in termini di rischio AML/CFT: l’anonimato (o pseudonimato), l’assenza di intermediari regolamentati, la facilità di accesso tramite software e connessioni Internet, la natura transnazionale delle piattaforme, nonché l’elevata frammentazione del comparto – con oltre 10.000 asset virtuali esistenti. Tali fattori rendono difficile, se non impossibile, una supervisione efficace e uniforme.
Un ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dall’adozione precoce delle nuove tecnologie da parte delle organizzazioni criminali, che riescono spesso ad anticipare le risposte normative e investigative.
3. Il quadro tecnologico: tra trasparenza e opacità
Nel secondo capitolo, il rapporto si concentra sulla dimensione tecnologica, con particolare attenzione al funzionamento di Bitcoin, fornendo anche un utile inquadramento per i non addetti ai lavori. Vengono illustrati i concetti di wallet, blockchain, proof-of-work e le modalità di tracciamento delle transazioni.
Nonostante la trasparenza della blockchain, le tecniche di anonimizzazione come l’uso di indirizzi mutevoli, wallet temporanei e “privacy coins” (es. Monero, ZCash) pongono gravi ostacoli all’identificazione dei soggetti coinvolti. Tuttavia, gli autori evidenziano anche l’esistenza di strumenti di analisi sempre più sofisticati – come quelli offerti da Chainalysis – che consentono un tracciamento sempre più efficace, pur con limiti metodologici e risorse richieste elevate.
4. Il contesto normativo: il regolamento MiCA e il pacchetto AML
Il terzo capitolo è dedicato all’evoluzione normativa, con un’analisi comparata delle definizioni giuridiche adottate a livello europeo e internazionale. Particolare attenzione è riservata al Regolamento MiCA (Regolamento UE 2023/1114) e al nuovo pacchetto AML europeo, che rafforzano il presidio regolamentare sulle cripto-attività.
Il MiCA rappresenta un passo fondamentale per creare un mercato europeo delle CA regolato e armonizzato, mentre il nuovo pacchetto AML (che include l’istituzione dell’AMLA – Anti-Money Laundering Authority) mira a rafforzare l’efficacia e la coerenza dei controlli a livello sovranazionale.
5. Le dinamiche di mercato e la convergenza finanziaria
Nel quarto capitolo, il rapporto approfondisce la dimensione di mercato delle CA, evidenziandone la crescente capitalizzazione, la concentrazione degli operatori e le modalità operative delle piattaforme di scambio. Particolare rilievo è dato alla progressiva convergenza tra gli asset cripto e quelli finanziari tradizionali, sia in termini di correlazioni di prezzo che di struttura di mercato.
Tale convergenza implica che i rischi sistemici delle CA non possono più essere ignorati o trattati come fenomeni di nicchia. Gli autori sottolineano come, in assenza di strumenti di analisi adeguati, tale evoluzione possa rappresentare un fattore di vulnerabilità del sistema finanziario.
6. Conclusioni e proposte operative
Nel capitolo conclusivo, gli autori avanzano alcune proposte operative per rafforzare la capacità delle Autorità di prevenire e contrastare il riciclaggio connesso alle CA:
- promuovere lo sviluppo di strumenti di analisi delle transazioni in cripto-attività;
- raccogliere dati sistematici per alimentare studi e ricerche empiriche;
- incentivare gli scambi informativi tra Autorità AML e prestatori di servizi su cripto-attività (CASP), anche di altri Stati membri UE;
- favorire la cooperazione internazionale e la definizione di standard comuni.
Considerazioni finali
Il Quaderno n. 31 della UIF si colloca tra i più completi e rilevanti contributi recenti sul tema cripto e antiriciclaggio. Attraverso una ricostruzione rigorosa e multidisciplinare, offre una panoramica esaustiva sulle sfide poste dall’innovazione digitale nel campo dei pagamenti e degli strumenti finanziari. In un’epoca di rapida diffusione delle CA, la qualità dell’analisi proposta è un supporto prezioso per orientare le strategie di vigilanza, prevenzione e cooperazione tra Autorità, settore privato e comunità internazionale.
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