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Banca d’Italia: le mafie sfruttano le crisi per infiltrare le imprese legali

Un nuovo studio documenta come il crollo dei ricavi causato dal Covid-19 abbia favorito l’ingresso della criminalità organizzata nell’economia legale

La Banca d’Italia ha pubblicato il 13 ottobre 2025 un importante quaderno di ricerca che getta nuova luce su uno dei fenomeni più preoccupanti per l’economia italiana: l’infiltrazione mafiosa nelle imprese legali durante i periodi di crisi. Lo studio, firmato da Marco Castelluccio (University College London) e Lucia Rizzica (Banca d’Italia), analizza gli effetti dello shock economico causato dalla pandemia di Covid-19.

I risultati principali

La ricerca dimostra che un calo del 10% nei ricavi aziendali determina un aumento del 4,9% nella probabilità di infiltrazione mafiosa. Sebbene l’incidenza assoluta rimanga limitata – circa lo 0,84% delle imprese nel campione analizzato risultava collegata alla ‘ndrangheta nel 2020 – l’effetto stimato è tutt’altro che trascurabile per le sue implicazioni sull’economia legale.

Il meccanismo è tanto semplice quanto allarmante: quando le imprese si trovano improvvisamente in difficoltà finanziarie e necessitano di liquidità urgente, le organizzazioni criminali si propongono come prestatori alternativi al sistema bancario tradizionale. A differenza delle banche, che richiedono garanzie e valutazioni del merito creditizio, i prestatori mafiosi hanno requisiti meno stringenti nel breve periodo, ma utilizzano minacce e violenza per prendere gradualmente il controllo delle aziende.

La metodologia innovativa

Per superare i problemi di endogeneità che affliggono questo tipo di analisi, i ricercatori hanno sfruttato come “esperimento naturale” le chiusure forzate imposte dal governo italiano nella primavera del 2020. L’Italia fu il primo paese occidentale ad affrontare la pandemia attraverso lockdown, dividendo le attività economiche in essenziali e non essenziali sulla base di classificazioni settoriali molto dettagliate.

Queste chiusure, durate oltre due mesi e completamente inattese, hanno provocato un crollo immediato e massiccio dei ricavi per le imprese coinvolte – circa il 9-10% secondo le stime dello studio. Gli autori hanno potuto così isolare l’effetto causale di un deterioramento improvviso delle condizioni finanziarie sulla probabilità di infiltrazione mafiosa.

Geografia dell’infiltrazione

Lo studio rivela interessanti pattern geografici. L’espansione della ‘ndrangheta si è concentrata principalmente nelle aree del Nord Italia con presenza mafiosa già consolidata, segnalando che le organizzazioni criminali sono meglio attrezzate per cogliere opportunità impreviste dove hanno già una struttura operativa. Si tratta, significativamente, delle zone più produttive e ricche del paese.

A livello settoriale, l’infiltrazione ha interessato soprattutto i servizi, in particolare il commercio al dettaglio, piuttosto che il manifatturiero. Questo dato conferma che le mafie prediligono attività più adatte al riciclaggio di denaro e più facili da acquisire e gestire rispetto alle produzioni industriali.

Il ruolo delle politiche pubbliche

Una parte particolarmente interessante della ricerca riguarda l’efficacia delle misure straordinarie adottate dal governo italiano per sostenere le imprese in difficoltà. I risultati mostrano che:

  • I contributi a fondo perduto si sono rivelati lo strumento più efficace nel ridurre le infiltrazioni, fornendo liquidità immediata senza vincoli di restituzione
  • Anche la moratoria sui debiti ha avuto un effetto protettivo significativo, suggerendo che le imprese gravate da debiti esistenti sono particolarmente vulnerabili
  • I prestiti garantiti dallo Stato, invece, non hanno ridotto significativamente il rischio di infiltrazione, indicando che – almeno per importi limitati – la mancanza di garanzie non è il fattore principale che spinge verso il credito mafioso

Implicazioni per la politica economica

Come sottolineano gli autori, questo studio fornisce per la prima volta evidenze causali quantitative sulla relazione tra carenze di liquidità e infiltrazioni mafiose. I risultati hanno importanti implicazioni per la progettazione di politiche pubbliche: per contenere l’espansione della criminalità organizzata nell’economia legale è essenziale garantire alle imprese accesso rapido ed economico alla liquidità durante le crisi, oltre a flessibilità nella gestione dei debiti esistenti.

La ricerca contribuisce alla crescente letteratura economica sulla criminalità organizzata, dimostrando che le mafie contemporanee sono diventate sofisticate organizzazioni economiche capaci di sfruttare sistematicamente le vulnerabilità del sistema produttivo. Comprendere quando e come avviene questa penetrazione è fondamentale per limitare il potere e il raggio d’azione delle organizzazioni criminali nell’economia italiana.

Una replica a “Banca d’Italia: le mafie sfruttano le crisi per infiltrare le imprese legali”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    Sintesi strepitosa di un documento complesso

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