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Anticorruzione e Antiriciclaggio: un’analisi approfondita

La corruzione e il riciclaggio di denaro sono due fenomeni criminali che, pur distinti, si intrecciano in modo sempre più preoccupante, alimentando l’illegalità e minando la fiducia nelle istituzioni. La loro combinazione rappresenta una seria minaccia per l’integrità dell’economia, la stabilità finanziaria e lo sviluppo sociale.

Questo articolo si propone di analizzare in dettaglio questi due fenomeni, esplorando le loro caratteristiche, le interconnessioni e le strategie di contrasto. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo delle banche e degli altri intermediari finanziari, chiamati a svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione e repressione di questi crimini.

La Self-Evaluation nelle Banche: Un Passo Avanti

La disciplina della self-evaluation ha fatto il suo ingresso nel sistema bancario italiano con la Comunicazione del 5 gennaio 2012 della Banca d’Italia. Questo provvedimento, richiamando le disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche del 4 marzo 2008, sottolinea l’importanza di definire preventivamente la composizione quali-quantitativa ottimale degli organi amministrativi e di sottoporla a periodica autovalutazione.

La Banca d’Italia ha identificato alcuni obiettivi specifici per la composizione ottimale degli organi amministrativi, tra cui:

  • Consapevolezza: I membri devono essere pienamente consapevoli dei poteri e degli obblighi inerenti alle loro funzioni.
  • Professionalità: Devono possedere competenze adeguate al ruolo da ricoprire, calibrate in relazione alle caratteristiche operative e dimensionali della banca.
  • Diversificazione: Le competenze devono essere diffuse tra tutti i componenti e opportunamente diversificate, in modo da garantire un governo efficace dei rischi in tutte le aree della banca.
  • Impegno: I membri devono dedicare tempo e risorse adeguate alla complessità del loro incarico.

La self-evaluation è quindi funzionale all’individuazione della composizione più equilibrata e coerente del consiglio di amministrazione (o del consiglio di sorveglianza e di quello di gestione). La Comunicazione della Banca d’Italia stabilisce inoltre che le analisi del consiglio di amministrazione devono essere il frutto di un processo formalizzato e supportato dal comitato nomine, almeno per le banche di maggiori dimensioni e complessità operativa.

Un ulteriore presidio fondamentale per assicurare un governo societario improntato a criteri di sana e prudente gestione è rappresentato dalla verifica di idoneità degli esponenti aziendali degli enti vigilati, regolamentata dal D.M. n. 169/2020. Il decreto delinea una completa riforma della disciplina dei requisiti soggettivi degli esponenti aziendali, innalzandone gli standard di idoneità ed introducendo una distinzione tra requisiti e criteri.

Le Sfide Attuali per i Consigli di Amministrazione

I consigli di amministrazione si trovano oggi di fronte a numerose sfide dovute alla globalizzazione dei mercati, all’innovazione tecnologica (robotizzazione, cloud, intelligenza artificiale, cyber-sicurezza…) e alle grandi transizioni (ambientale, energetica, economica, digitale). Questi eventi richiedono un processo di formazione continua in specifiche aree di interesse, tra cui assume importanza strategica quella dell’anticorruzione.

Il Fenomeno Corruttivo: Una Definizione e le Sue Forme

Non esiste una definizione univoca di “corruzione”, trattandosi di un fenomeno ampio e diversamente disciplinato nei vari ordinamenti nazionali. Tuttavia, convenzionalmente, si definisce la corruzione come quell’azione di offrire o accettare denaro o un altro tipo di utilità che sia in grado di influenzare il soggetto che lo riceve, al punto tale da indurlo a compiere (o ad omettere) una determinata attività oppure per premiarlo a fronte di una determinata azione.

In relazione alla tipologia della condotta, si distingue tra:

  • Corruzione attiva: la condotta compiuta dal corruttore, che offre oppure promette denaro o altra utilità.
  • Corruzione passiva: la condotta, invece, agita dal corrotto, che si sostanzia nell’accettazione dell’offerta da parte del corruttore.

La corruzione assume forme differenti anche in base ai soggetti coinvolti:

  • Corruzione pubblica: sono coinvolti soggetti pubblici (Pubblico Ufficiale e Incaricato di Pubblico Servizio).
  • Corruzione tra privati: i protagonisti dell’episodio di corruzione sono soggetti privati.

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI)

Il “Corruption Perception Index” (CPI) è l’indice di percezione della corruzione, che classifica 180 Paesi e territori di tutto il mondo in base ai livelli di corruzione percepiti nel settore pubblico da parte di imprenditori ed esperti nazionali.

L’edizione 2024 dell’Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International fotografa un’Europa occidentale in cui gli sforzi per combattere la corruzione sono fermi o in diminuzione, pur rimanendo la regione con il punteggio più alto (64). Questo stallo compromette la capacità di affrontare le sfide più urgenti: la crisi climatica, la questione dello Stato di diritto e l’efficienza dei servizi pubblici. In questo panorama l’Italia è al 19° posto tra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea.

Per far fronte all’indebolimento degli sforzi anticorruzione, nel 2023, la Commissione europea ha proposto alcune misure per rafforzare gli strumenti a disposizione degli Stati membri per combattere la corruzione. Prima fra tutte una Direttiva Anticorruzione che consentirebbe di consolidare il ruolo dell’Unione Europea nella lotta alla corruzione, armonizzando la legislazione anticorruzione degli Stati membri e rendendo obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC).

A fine gennaio 2025 sono stati avviati i triloghi sulla versione finale della Direttiva Anticorruzione: i rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea negozieranno il testo finale, al fine di conciliare i diversi punti di vista e garantire che la Direttiva sia robusta, completa e attuabile.

Principali Interventi Normativi Italiani

Il provvedimento cardine per la lotta alla corruzione nell’ambito della P. A. è la legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, che prevede una serie di misure preventive e repressive contro la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione.

Da ultimo, nel panorama normativo italiano, è intervenuta la L. 3/2019 (cd. Spazzacorrotti), la quale, in particolare, ha inasprito le pene previste per i reati di corruzione già presenti nel Codice Penale.

Nel 2014 è stata istituita l’ANAC, una Autorità indipendente incaricata della prevenzione della corruzione e della vigilanza, all’interno della Pubblica Amministrazione, della corretta gestione dei contratti pubblici, della concorrenza negli appalti e della trasparenza.

L’Autorità vigila su diversi fronti, dall’applicazione delle normative anticorruzione al rispetto degli obblighi di trasparenza, dal conferimento deli incarichi pubblici ai conflitti di interesse dei funzionari.

In particolare l’ANAC vigila sul rispetto della normativa in materia di trasparenza che impone agli enti pubblici e alle imprese controllate dallo Stato di pubblicare sui propri siti determinate tipologie di informazioni. Vigila, inoltre, sugli appalti pubblici al fine di garantire legalità, concorrenza e prevenzione di corruzione e spreco di risorse pubbliche.

L’attività di prevenzione della corruzione è così articolata:

  • Predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA).
  • Funzioni consultive e di regolazione in materia di anticorruzione e trasparenza.
  • Vigilanza sull’adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPC) e dei Codici di comportamento da parte delle pubbliche amministrazioni.
  • Esercizio del potere di ordine e del potere sanzionatorio in caso di mancata adozione/pubblicazione dei PTPC e dei Codici di comportamento.
  • Monitoraggio sull’introduzione delle misure di prevenzione della corruzione da parte delle pubbliche amministrazioni, degli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché, limitatamente alle attività di pubblico interesse, degli enti partecipati.
  • Vigilanza sulle inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi e sull’imparzialità dei pubblici funzionari.
  • Funzioni consultive in materia di autorizzazioni allo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali.
  • Vigilanza sulle segnalazioni di whistleblowing, proponendo, se ricorrono i presupposti, l’irrogazione di sanzioni amministrative.

Tra le ulteriori funzioni che la legge attribuisce all’ANAC vi è la cooperazione internazionale nel campo della prevenzione della corruzione e dell’integrità pubblica. L’authority, infatti, partecipa ai lavori delle più importanti organizzazioni e ambiti internazionali (Unione europea, Nazioni Unite, OCSE, OSCE, Consiglio d’Europa, G20, G7, etc.).

Il Whistleblowing: Un’Arma Fondamentale

Il D.Lgs. 24/2023, adottato in attuazione della Direttiva europea 2019/1937, ha innovato la disciplina di settore, fornendo ai segnalanti (o whistleblowers) una tutela uniforme nel contesto comunitario ed introducendo regole comuni che impongano l’adozione di canali di segnalazione efficaci, riservati e sicuri e, al tempo stesso, che garantiscano una protezione efficace degli informatori da possibili ritorsioni.

Le principali novità introdotte dalla norma di derivazione europea sono:

  • L’ampliamento delle persone fisiche che possono essere protette per le segnalazioni effettuate.
  • Estensione di ciò che è considerato violazione rilevante ai fini della protezione.
  • La disciplina di tre canali di segnalazione e delle condizioni per accedervi
  • L’indicazione di diverse modalità di presentazione delle segnalazioni, in forma scritta o orale.
  • La disciplina degli obblighi di riservatezza e del trattamento dei dati personali.
  • La protezione dei segnalanti offerta sia da ANAC che dall’autorità giudiziaria.
  • L’introduzione di apposite misure di sostegno per i segnalanti.

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza

L’ANAC, nella seduta del 24 gennaio 2024, ha approvato il Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2024-2026 focalizzandosi sui contratti pubblici, in risposta al nuovo Codice entrato in vigore il 1° luglio 2023 e alle modifiche introdotte nell’intero ciclo di vita degli appalti.

Anticorruzione e Antiriciclaggio: Un Legame Indissolubile

Corruzione e riciclaggio appaiono funzionalmente interconnessi al punto che la combinazione di queste due forme di white collar crimes è particolarmente frequente ed oggi rappresenta lo strumento che consente alla criminalità organizzata di pervadere interi cicli economici in aree territoriali sempre più estese.

Molto spesso, infatti, questi reati vengono posti al vertice alto di un triangolo che vede agli angoli opposti della base l’amministrazione pubblica e l’economia, vale a dire la corruzione come metodo di infiltrazione e il riciclaggio come anello di congiunzione tra mercato e crimine.

Elementi che facilitano la correlazione fra i due fenomeni sono soprattutto la globalizzazione e l’innovazione tecnologica propria del segmento Fintech, che dischiudono alla criminalité d’affaires nuove latitudini, ponendo gli strumenti di prevenzione e contrasto di fronte a nuovi e inattesi scenari.

I modelli dell’antiriciclaggio ex D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 e dell’anticorruzione muovono nella stessa direzione, puntando alla creazione di presidii organizzativi che possano generare flussi informativi essenziali, tanto in fase preventiva quanto in termini repressivi.

Nuovi Indicatori di Anomalia

I Nuovi Indicatori di Anomalia, pubblicati dalla UIF il 12.05.2023 ed entrati in vigore il 1° gennaio 2024 dedicano gli indicatori 7 e 8 alla clientela classificata PEP o che ricopre incarichi apicali in enti di natura pubblica o con finalità pubbliche o in società partecipate da soggetti pubblici o all’operatività realizzata da queste tipologie di clientela.

In questi indicatori la UIF evidenzia elementi di anomalia riconducibili a fenomeni di corruzione, inserendo punti di attenzione funzionali alla collaborazione attiva. Molte delle informazioni contemplate nei n.16 sub indici – di cui solo n. 4 erano già presenti in pregresse disposizioni dell’Autorità – sono, infatti, spia di possibili condotte illecite.

Conclusioni

La lotta alla corruzione e al riciclaggio di denaro è una sfida complessa che richiede un approccio integrato e multidisciplinare. È necessario rafforzare la cooperazione tra le autorità competenti, promuovere la trasparenza e l’integrità nella pubblica amministrazione e nel settore privato, e sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e i costi di questi fenomeni criminali. Solo attraverso un impegno congiunto e determinato sarà possibile contrastare efficacemente la corruzione e il riciclaggio di denaro e proteggere l’integrità dell’economia e della società.

Una risposta a “Anticorruzione e Antiriciclaggio: un’analisi approfondita”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    Grazie, un compendio organico delle due fattispecie che si intersecano

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