Punti di Convergenza
- Obiettivo comune di trasparenza e adeguatezza
Entrambe le normative mirano a proteggere l’integrità del sistema finanziario, sebbene con focus differenti. L’antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche) si concentra sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, mentre la MiFID (Direttiva 2014/65/UE) mira alla protezione degli investitori. In particolare:
- Entrambi i framework impongono obblighi di raccolta e verifica delle informazioni economico-finanziarie del cliente.
- L’Antiriciclaggio (AML) impone l’adeguata verifica per comprendere la provenienza dei fondi e individuare operazioni sospette.
- La MiFID II richiede di valutare l’adeguatezza e appropriatezza degli strumenti finanziari in base al profilo economico e alla conoscenza del cliente.
- Autodichiarazioni del cliente
Entrambe le normative richiedono dichiarazioni rilasciate dal cliente, da cui desumere una approfondita dello stesso: l’antiriciclaggio attraverso l’adeguata verifica della clientela (art. 17-30 del D.Lgs. 231/2007), la MiFID tramite la profilatura del cliente (art. 25 Direttiva 2014/65/UE).
- Sia per l’AML sia per la MiFID, il cliente fornisce dichiarazioni su reddito, patrimonio e obiettivi di investimento.
- In entrambi i casi, la Banca deve valutare la coerenza di tali dichiarazioni rispetto ad altri dati raccolti.
- Approccio basato sul rischio ed uso delle informazioni per la profilatura del rischio
Entrambe utilizzano un approccio risk-based. L’antiriciclaggio adotta misure di verifica proporzionate al rischio di riciclaggio (art. 15 D.Lgs. 231/2007), mentre la MiFID calibra le tutele in base al profilo di rischio dell’investitore (art. 24-25 Direttiva 2014/65/UE). In dettaglio:
- Nel mondo AML la capacità economica aiuta a stabilire il rischio di riciclaggio e a individuare transazioni incoerenti (art. 19 D.Lgs. 231/2007)
- Nel settore MiFID: il profilo economico determina la capacità di sostenere perdite e la compatibilità con determinati strumenti finanziari (art. 25, par. 2 Direttiva 2014/65/UE)
Punti di Divergenza
- Finalità dell’analisi
- AML: verificare la liceità e la coerenza della capacità economica per prevenire il riciclaggio di denaro.
- MiFID: assicurarsi che il cliente investa in strumenti adatti al proprio profilo finanziario e di rischio.
- Rigore della verifica
- L’AML prevede obblighi più stringenti in termini di verifica documentale (es. buste paga, bilanci, dichiarazioni fiscali).
- La MiFID si basa maggiormente su autodichiarazioni del cliente, con minor obbligo di verifica documentale diretta.
- Reazioni a discrepanze nelle dichiarazioni
- AML: discrepanze rilevanti tra dichiarazioni e operatività possono portare alla segnalazione di operazione sospetta (SOS). richiede informazioni per individuare operazioni sospette, concentrandosi sulla provenienza dei fondi e sulla coerenza con il profilo economico del cliente
- MiFID: vengono richieste al cliente informazioni per valutare l’adeguatezza degli investimenti rispetto agli obiettivi, alle conoscenze e alla capacità economica del cliente di sostenere rischi; eventuali discrepanze possono comportare la mancata esecuzione dell’operazione per inadeguatezza dell’investimento
- Conseguenze in caso di informazioni incomplete
- Antiriciclaggio: l’impossibilità di completare l’adeguata verifica comporta l’obbligo di astensione dall’instaurare il rapporto (art. 42 D.Lgs. 231/2007);
- MiFID: la mancanza di informazioni adeguate comporta l’impossibilità di fornire raccomandazioni personalizzate (art. 25, par. 2 Direttiva 2014/65/UE).
- Informativa al cliente
- Antiriciclaggio: il cliente deve essere informato degli obblighi di legge relativi alla raccolta dei dati (art. 13 D.Lgs. 231/2007)
- MiFID: richiede un’informativa più dettagliata su rischi e costi degli investimenti (art. 24 Direttiva 2014/65/UE).
L’Antiriciclaggio e la MiFID condividono la necessità di raccogliere e analizzare informazioni sulla capacità economica del cliente, ma si distinguono per le finalità e le modalità di verifica. L’AML si concentra sulla coerenza economica per prevenire il riciclaggio, la MiFID sull’adeguatezza degli investimenti
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