Super AML

Una buona adeguata verifica o non ti fa fare mai una SOS oppure te la fare immediatamente.

Le frodi carosello

Le frodi carosello, note anche come “missing trader fraud”, rappresentano una delle forme più complesse e sofisticate di evasione fiscale, incentrate sull’elusione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA). Questo tipo di frode si realizza attraverso una serie di operazioni commerciali triangolari tra imprese di diversi paesi membri dell’Unione Europea, sfruttando il regime di non imponibilità IVA previsto per le operazioni intracomunitarie. In questo articolo, esploreremo nel dettaglio il meccanismo delle frodi carosello, le loro caratteristiche, gli effetti economici e le misure adottate per contrastarle.

Meccanismo delle Frodi Carosello

Il termine “carosello” deriva dalla struttura circolare delle transazioni, dove beni o servizi vengono venduti e rivenduti attraverso una catena di società interposte, creando l’illusione di operazioni commerciali legittime. Il fulcro di questo schema è l’utilizzo di società fittizie, note come “cartiere” o “missing trader”, che vengono costituite al solo scopo di emettere fatture false e non versare l’IVA dovuta.

Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini Iva previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo in un’operazione tra imprese di Paesi diversi un soggetto economico fittizio, la cosiddetta «cartiera» (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’Iva per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’Iva ordinaria italiana. È in questa fase si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società cartiera, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’Iva incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 2 anni) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche.

Con questo schema si immettono sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (cosiddette filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società broker, ovvero le imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’Iva, vantano nei confronti dell’Erario il credito Iva corrispondente. L’effetto finale è quello di rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie (cosiddette conduit) che hanno originato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci.

Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’Iva indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o cartiere, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode.

Schema Tipico della Frode Carosello

  1. Fornitore Iniziale (Spesso Estero): Un’azienda situata in un altro Stato membro dell’UE vende beni a una società italiana.
  2. Società Cartiera (Missing Trader): Questa società acquista i beni senza applicazione dell’IVA (in quanto acquisto intracomunitario) e li rivende sul mercato nazionale applicando l’IVA. Tuttavia, non versa l’IVA incassata all’erario e scompare dopo un breve periodo.
  3. Società Intermediarie (Buffer): Queste aziende acquistano i beni dalla cartiera e li rivendono, applicando l’IVA, per dare una parvenza di legittimità alla catena commerciale.
  4. Destinatario Finale (Broker): L’ultima società nella catena acquista i beni, detrae l’IVA pagata sugli acquisti e spesso li esporta nuovamente, richiedendo il rimborso dell’IVA.

Questo ciclo può ripetersi più volte, creando un “carosello” di transazioni che maschera l’evasione dell’IVA.

Esempio Pratico di Frode Carosello

Per comprendere meglio il funzionamento di una frode carosello, consideriamo il seguente esempio:

  1. Società A (Francia): Vende beni elettronici a Società B (Italia) per un valore di 1.000.000€, senza applicazione dell’IVA, trattandosi di una cessione intracomunitaria.
  2. Società B (Italia): Acquista i beni senza pagare l’IVA e li rivende a Società C (Italia) per 1.200.000€, applicando l’IVA al 22% (264.000€). Tuttavia, Società B non versa l’IVA incassata all’erario e, dopo alcune operazioni, scompare.
  3. Società C (Italia): Acquista i beni pagando 1.464.000€ (1.200.000€ + 264.000€ di IVA) e li rivende a Società D (Germania) per 1.500.000€, senza applicazione dell’IVA, trattandosi di una cessione intracomunitaria.
  4. Società C: Richiede il rimborso dell’IVA pagata (264.000€) all’erario italiano, ottenendo un indebito vantaggio fiscale.

In questo schema, Società B funge da “missing trader”, incassando l’IVA senza versarla, mentre Società C ottiene un rimborso IVA non dovuto.

Questo esempio illustra come le frodi carosello sfruttino il sistema IVA per generare crediti fiscali fittizi e danneggiare l’erario.

Indicatori di Anomalia e Schemi UIF 2020

Nel 2020, l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato specifici indicatori e schemi per l’individuazione delle frodi carosello. Questi strumenti sono stati elaborati per supportare gli operatori finanziari nell’identificazione di comportamenti sospetti legati a illeciti fiscali. Tra gli indicatori principali si evidenziano:

  • Transazioni con Società di Recente Costituzione: La presenza di operazioni rilevanti con aziende costituite da poco tempo e con capitale sociale minimo può essere un segnale di allarme.
  • Operazioni Incoerenti con l’Attività Dichiarata: Transazioni che non sono in linea con l’oggetto sociale o l’attività dichiarata dall’azienda possono indicare una possibile frode.
  • Movimentazioni Finanziarie Anomale: Flussi di denaro significativi verso o da conti esteri, specialmente in paesi a fiscalità privilegiata, possono rappresentare un indicatore di rischio.
  • Utilizzo di Società Interposte (Cartiere): L’interposizione di società senza una reale struttura operativa o dipendenti è tipica nelle frodi carosello.

Questi schemi forniscono una guida pratica per l’individuazione e la prevenzione delle frodi fiscali.

Effetti Economici delle Frodi Carosello

Le frodi carosello hanno diversi effetti economici significativi:

  • Perdita di Entrate Fiscali: Il principale danno è la perdita di entrate fiscali per l’erario, poiché l’IVA non viene versata dalle società cartiere.
  • Concorrenza Sleale: I beni immessi sul mercato a prezzi concorrenziali, grazie alla mancata applicazione dell’IVA, creano una concorrenza sleale per le imprese oneste.
  • Instabilità del Mercato: Queste frodi possono destabilizzare il mercato, poiché le imprese oneste sono costrette a competere con prezzi artificialmente bassi.

Negli ultimi anni, la Guardia di Finanza italiana ha condotto numerose indagini per smascherare tali schemi fraudolenti, ottenendo risultati significativi.

Operazione “Moby Dick” (2024)

Nel novembre 2024, la Guardia di Finanza, in collaborazione con la Procura Europea (EPPO), ha eseguito una vasta operazione denominata “Moby Dick”, che ha portato all’emissione di 47 misure cautelari personali (34 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 4 interdittive) e al sequestro di beni per un valore complessivo di 520 milioni di euro. L’indagine ha svelato una sofisticata frode carosello sull’IVA intracomunitaria nel settore del commercio di prodotti elettronici e informatici, coinvolgendo diversi Stati membri dell’UE, tra cui Paesi Bassi, Lussemburgo, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Romania.

L’organizzazione criminale, legata a esponenti della mafia e della camorra, utilizzava 269 “missing traders” (società fittizie create per emettere fatture false e non versare l’IVA), 55 “buffer” (società intermediarie che mascheravano la frode) e 28 “broker” (società che beneficiavano del credito IVA), per un volume complessivo di fatture false pari a 1,3 miliardi di euro nel quadriennio 2020-2023.

Frode IVA nel traffico VoIP (2025)

Nel marzo 2025, la Guardia di Finanza di Imperia ha scoperto una maxi evasione fiscale da 64 milioni di euro di IVA non versata da parte di sei aziende attive nel settore del traffico VoIP (Voice over IP). L’indagine ha rivelato l’utilizzo di società cartiere, create al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti, permettendo così l’evasione dell’IVA attraverso il meccanismo della frode carosello. L’operazione ha portato all’arresto di due persone e al sequestro di beni immobili e automezzi.

Frode sui bonus edilizi (2025)

Sempre nel marzo 2025, la Guardia di Finanza di Vicenza ha eseguito un sequestro preventivo di crediti d’imposta, beni e denaro per un valore complessivo di 4,65 milioni di euro, nell’ambito di un’indagine su una frode legata ai bonus edilizi. Due imprenditori veronesi sono stati indagati per truffa aggravata e autoriciclaggio. Le indagini hanno rivelato un meccanismo fraudolento attuato tra il 2021 e il 2022, in cui i due imprenditori hanno utilizzato il meccanismo dello “sconto in fattura” per generare e cedere crediti d’imposta falsi, dichiarando lavori edilizi mai eseguiti su immobili nelle province di Vicenza, Verona e Padova.

Frodi nel trading (2025)

Nel marzo 2025, la Guardia di Finanza ha notificato 25 avvisi di chiusura indagini nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Torino, riguardante presunti illeciti in ambito di trading e intermediazione bancaria. Tra gli indagati figurano quattro società, tra cui la Directa Sim, con sede a Torino, e altre realtà di Milano, Trento e Roma. Le indagini hanno portato alla luce un presunto meccanismo illecito di raccolta e redistribuzione di liquidità, in cui la Directa avrebbe gestito annualmente circa 300 milioni di euro per conto della sua clientela istituzionale, destinando fondi a istituti di credito in difficoltà. I reati ipotizzati includono abusivismo bancario, falso in bilancio e corruzione tra privati.

Conclusioni

In conclusione, le frodi carosello sono un fenomeno complesso che richiede una risposta coordinata a livello europeo, poiché richiedono una complessa rete di operazioni fittizie e società fantasma. La loro natura transnazionale complica ulteriormente il contrasto, ma le misure legislative e di monitoraggio stanno diventando sempre più efficaci nel ridurre questo tipo di evasione fiscale. È fondamentale che le imprese e i professionisti siano consapevoli di questi schemi e collaborino con le autorità per prevenire e denunciare eventuali operazioni sospette.

2 risposte a “Le frodi carosello”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    Grazie Annamaria. Esaustiva e chiara come sempre

    "Mi piace"

  2. […] Gli effetti devastanti di queste pratiche risultano immediatamente evidenti quando si valuta l’entità dei fondi sottratti alle finanze pubbliche. Secondo dati recenti, la Guardia di Finanza ha scoperto solo nel 2025 una maxi evasione da 64 milioni di euro di IVA non versata attraverso sei società. Tali somme non solo riducono le risorse disponibili per servizi pubblici e investimenti produttivi, ma distorcono gravemente la concorrenza all’interno del mercato. Le imprese coinvolte, infatti, possono offrire i propri prodotti a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quelli praticati dai concorrenti operanti legalmente, rendendo difficile l’ingresso di nuovi operatori e mettendo in difficoltà le realtà più virtuose.1 […]

    "Mi piace"

Lascia un commento

Navigazione

ANTIRICICLAGGIO DETTO FATTO

Apple Podcast · Amazon Music · Spotify