Oggi è stato presentato il Rapporto Annuale 2024 dell’Unità d’Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), diretto da Enzo Serata. Il documento, frutto di un’analisi articolata e integrata, fotografa un Paese che combatte vecchie e nuove minacce, tra evoluzione criminale e tecnologie che ridefiniscono il rischio.
Trend generali: meno segnalazioni, più qualità
Nel corso del 2024, le operazioni sospette segnalate all’UIF sono state 145.401, con una riduzione del 3,3 % rispetto al 2023. Tuttavia, questo calo trova significato più profondo: diminuiscono soprattutto le segnalazioni a basso rischio, grazie a un miglior filtraggio e a una collaborazione attiva sempre più efficace fra UIF e segnalanti
Al contrario, le segnalazioni ad alto grado di complessità godono oggi di strumenti più potenti per emergere e agire.
È migliorata, dunque, la collaborazione attiva grazie anche a rinnovati strumenti di feedback e monitoraggio QUASAR per affinare l’interazione con banche, professionisti e nuovi operatori.
Gli operatori in cripto-valute e oro stanno avendo sempre più ruolo chiave, in quanto hanno raddoppiato le loro segnalazioni, riflettendo nuovi modelli di rischio
SOS aggregate (SARA) sono aumentate nel secondo semestre del 2024 (+5,3% in numero e +6,8% in importi), un segnale della sofisticazione delle attività illegali
Aree di rischio: intreccio tra status quo e innovazione
Nel capitolo 2, l’UIF approfondisce le principali aree di rischio, tutte interconnesse e spesso sovrapposte:
1. Evasione fiscale
Oltre il 20 % delle segnalazioni riguarda frodi fiscali. In circa il 40 % dei casi si tratta di fatture false, nel 37 % casi coinvolgono imprese collegate o soggetti correlati . Le tecniche più sofisticate – come v-IBAN, correspondent banking, schemi di triangolazione transnazionali – si combinano con l’uso di criptovalute e società estere per eludere controlli, anche trasferendo fondi verso la Cina attraverso canali europei.
2. Abuso di fondi pubblici e corruzione
Fonti pubbliche e PNRR sono terreno fertile per frodi: si assiste all’uso di società veicolo, cartolarizzazioni fittizie, spesso corredate da fatture inesistenti o gonfiate. L’analisi ha rivelato che le cosiddette “cartiere” mostrano crescita rapidissima (media +131 % in fatturato) ma vita breve (circa 4 anni), con un possibile coinvolgimento in operazioni di corrotti nei bandi pubblici.
3. Criminalità organizzata
Sempre più presente nei circuiti legali, la mafia entra nelle gare d’appalto, società di servizi e amministrazioni, utilizzando soldi neri, bonus e denaro contante. Inoltre, le PEP (persone politicamente esposte) risultano spesso legate a reti di corruzione e appalti sospetti. Un intreccio che rende difficile distinguere operazioni lecite da attività illecite.
4. Frodi informatiche e criptoattività
Le frodi digitali e l’uso di criptovalute – spesso layer‑2 o privacy-oriented – complicano la ricostruzione dei flussi, rendendo obsoleto l’approccio tradizionale. La UIF sottolinea la necessità di strumenti di blockchain forensics, analisi di rete e machine learning per districare flussi off‑chain.
Contromisure: strumenti innovativi e cooperazione
Di fronte a questi rischi, l’UIF ha instancabilmente potenziato:
- Analisi integrate: dati di fatturazione elettronica incrociati con flussi finanziari e blockchain forensics.
- Approccio di rete: analisi aggregate, “joint-analysis” con altre FIU, oltre 65.000 segnalazioni cross-border ricevute e inviate .
- Tecnologie avanzate: ambienti sicuri con algoritmi QUASAR e RADAR, analisi di rete multi‑livello.
- Cooperazione istituzionale: coordinamento con Guardia di Finanza, DIA, DNA, ed equip strumenti normativi come AMLA e GAFI.
Il fil rouge: complessità e resilienza
In sintesi, il Rapporto 2024 descrive una criminalità agile e adattiva, capace di contaminare l’economia legale con sistemi finanziari opachi e transnazionali. Ma l’Italia risponde con una rete solida: cooperazione istituzionale, tecnologie di frontiera e analisi evoluta, che insieme aumentano la capacità di prevenire e contrastare i fenomeni illeciti.
La vera sfida, conclude il Rapporto, è reagire alla promiscuità tra economia legale e illeciti, spezzando quei legami che minacciano il tessuto sociale ed economico del Paese.
In futuro, l’implementazione dell’AMLA e l’esito della Mutual Evaluation del GAFI saranno tappe cruciali per consolidare questi progressi, rafforzando la resilienza del sistema italiano alle minacce finanziare globali.
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