Nel luglio 2025, la Guardia di Finanza di Roma ha smascherato un sistema di frode nelle aste immobiliari, con l’arresto di tre persone accusate di corruzione e turbativa d’asta. Il meccanismo si basava su finte vendite giudiziarie e aggiudicazioni pilotate in collusione con curatori fallimentari e professionisti delegati, per consentire l’acquisto di immobili a prezzi irrisori, seguiti da rivendite a valore di mercato o reimpiego delle somme in attività lecite.
Problematiche AML emerse
1. Riciclaggio tramite vendite sottoposte a turbativa
- I beni immobili venivano acquistati con forti ribassi rispetto al valore di mercato attraverso aste fittizie.
- Le vendite simulate creavano un’apparente liceità all’origine dei fondi, favorendo il reimpiego di capitali illeciti.
2. Uso di contanti e strumenti opachi
- È documentato il pagamento di una tangente in contanti da 40.000 euro, a fronte di un bene da 700.000 euro aggiudicato per soli 27.000 euro.
- Durante le perquisizioni, sono state trovate macchinette conta-soldi e 30.000 euro in contanti, segnali classici di operatività non tracciata e possibile uso di denaro nero.
3. Uso di soggetti terzi o prestanome
- Le aste erano aggiudicate a soggetti compiacenti, verosimilmente utilizzati per occultare i reali beneficiari, ipotizzando anche l’impiego di prestanome.
4. Manipolazione documentale e collusione interna
- Falsificazione delle procedure d’asta (es. simulazione di 17 aste mai svolte).
- Coinvolgimento diretto di professionisti con ruolo pubblico (curatori e delegati) che garantivano una copertura formale alle operazioni.
Presidi e controlli AML da implementare
1. Controlli rafforzati in caso di operazioni immobiliari anomale
- Verifica dell’origine dei fondi nei casi di acquisto di immobili a prezzo anomalo.
- Richiesta documentale giustificativa del valore di aggiudicazione e dei flussi finanziari.
2. Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS)
- Qualora emergano elementi di incoerenza tra il profilo economico del cliente, le modalità di pagamento (es. cash), e l’operazione immobiliare, è fondamentale valutare la trasmissione di una SOS alla UIF.
3. Controlli su professionisti coinvolti
- Monitoraggio delle controparti professionali: curatori, delegati alle vendite, notai e avvocati, attraverso banche dati e black list (es. in caso di pregresse segnalazioni).
- Attenzione a possibili conflitti di interesse e collusioni tra clienti e professionisti.
4. Analisi patrimoniale retrospettiva del cliente
- Valutazione dell’incremento patrimoniale in seguito all’acquisto e successiva rivendita a prezzo di mercato.
- Approfondimenti su utilizzi successivi degli immobili acquistati (es. rivendita, affitto, donazione, intestazione a terzi).
5. Attenzione a soggetti esteri o con asset non coerenti
- Il caso coinvolge un cittadino indiano: è opportuno rafforzare il monitoraggio quando coinvolti soggetti non residenti, PEP esteri, o persone prive di una storia bancaria coerente con le operazioni svolte.
Conclusioni operative
Il caso analizzato evidenzia un potenziale utilizzo del sistema delle aste come strumento di riciclaggio attraverso l’apparenza di legalità garantita da procedure giudiziarie. Tuttavia, le anomalie nei prezzi, l’uso di contanti, il coinvolgimento di soggetti collusi e la presenza di fondi non tracciati devono rappresentare red flag rilevanti per gli intermediari bancari.
È necessario:
- rafforzare i controlli su acquisti immobiliari anomali,
- mantenere alta l’attenzione sulla filiera professionale coinvolta,
- potenziare la formazione AML su modalità alternative di riciclaggio legate al settore immobiliare e alle aste.
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