Nell’ambito dei controlli antiriciclaggio, i trust rappresentano strumenti ad alto rischio, poiché possono essere utilizzati sia per finalità legittime di pianificazione patrimoniale, sia – in maniera distorta – per occultare la reale titolarità di beni o fondi e ostacolare l’identificazione del titolare effettivo. Il caso giurisprudenziale, analizzato dalla Corte di Cassazione nel 2025 e riportato nell’articolo “Bastano indizi ad hoc per scoprire l’interposizione fittizia del Trust” (FiscoOggi, 26 maggio 2025), ha chiarito che non è necessario dimostrare con prova diretta l’interposizione fittizia: è sufficiente un insieme di indizi precisi e concordanti per smascherare l’uso strumentale del trust. Questo principio ha importanti implicazioni per gli intermediari bancari, chiamati a svolgere un’attenta analisi sostanziale anche quando la forma giuridica è apparentemente legittima.
Scenario operativo
Un cliente istituisce un trust, formalmente detenuto da un trustee e con beneficiario il cliente stesso, al fine di nascondere la reale titolarità e l’origine di flussi patrimoniali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9445/2025, ha stabilito che è sufficiente una serie di presunzioni gravi, precise e concordanti — ad esempio l’impostazione del trust come schermo formale — per configurare l’interposizione fittizia, imputando al disponente i redditi originariamente attribuiti al trust.
Problematiche AML rilevanti
- Occultamento della titolarità effettiva
Il controllo legale formale può nascondere il vero beneficiario economico, ostacolando la trasparenza sulle persone sottostanti e impedendo la corretta identificazione del titolare effettivo.
- Presenza di presunzioni indiziarie
L’uso di indizi (es. assenza di motivazioni economiche del trust, gestione patrimoniale interna, mancati flussi coerenti) è sufficiente per la ricostruzione dell’interposizione, se supportato da elementi precisi e concordanti.
- Rischio di elusione fiscale e di riciclaggio
Il trust consente di dissimulare redditi, patrimoni e flussi finanziari, con operazioni apparentemente legittime ma potenzialmente finalizzate alla protezione di fondi illeciti.
- Opacità nei rapporti con intermediari
I flussi gestiti attraverso veicoli fiduciari generano rischio di collaborazione con trustee, avvocati o fiduciari arbitrari che potrebbero favorire la creazione di trust fittizi.
Controlli AML e mitigazioni consigliate
a) Due Diligence potenziata su trust
- Verifica dettagliata dell’atto istitutivo del trust (scopo, trustee, poteri conferiti, beneficiari).
- Confronto tra l’effettiva gestione patrimoniale e gli scopi dichiarati; segnalare anomalie (es. trust inattivi o privi di decisioni economiche reali).
- Identificazione del beneficiario effettivo economico, in linea con le direttive UE e nazionali.
b) Analisi del profilo economico-patrimoniale
- Confronto tra patrimonio conferito nel trust e dichiarazioni reddituali.
- Verifica di redditi compresi nella dichiarazione del disponente, anche se formalmente intestati al trust.
- Valutazione di eventuali vantaggi fiscali rilevati, che possono costituire “indizi gravi, precisi e concordanti”.
c) Controllo dei flussi finanziari
- Tracciabilità completa delle entrate e uscite da conti trust e del disponente.
- Verifica di movimenti non giustificati, operazioni tra parti correlate (es. direttamente o indirettamente gestite dal cliente).
- Analisi di eventuali rimborsi d’imposta o rendicontazioni fiscali, coerenti con la norma anti-duplicazione del reddito.
d) Segnalazioni di operazioni sospette (SOS)
- In presenza di elementi quali trust “vuoti”, scarsa attività economica, incoerenze tra formalità e sostanza, valutare di inoltrare una SOS alla UIF.
- Riferimento a possibili schemi di elusione fiscale collegati al trust può aggravare il sospetto di riciclaggio.
e) Formazione e sensibilizzazione del personale
- Aggiornamenti su schemi di interposizione fittizia e trust nello schema normativo italiano.
- Simulazioni e casi reali per riconoscere segnali quali: scarsa documentazione, trustee senza esperienza, asset trasferiti senza logica economica.
Conclusioni
Questo caso evidenzia come l’interposizione fittizia, anche tramite trust formalmente leciti, costituisca un rischio reale di riciclaggio e di elusione fiscale. In banca, serve una combinazione di:
- due diligence approfondita,
- analisi integrata di documenti, flussi e profili economici,
- segnalazioni tempestive e
- formazione mirata.
Tale approccio garantisce il rispetto delle normative e attiva un filtro effettivo contro operazioni basate su mere apparenze formali.
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