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Nuove regole per l’accesso al registro dei titolari effettivi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare, nella seduta del 2 ottobre 2025, un decreto legislativo che segna una svolta importante nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il provvedimento introduce significative modifiche al D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, recependo la Direttiva (UE) 2024/1640, nota come VI Direttiva Antiriciclaggio.

Un intervento normativo strategico

L’approvazione del decreto rappresenta un passo fondamentale per l’allineamento dell’Italia agli standard europei in materia di prevenzione dell’uso illecito del sistema finanziario. L’intervento si concentra principalmente sull’articolo 74 della Direttiva europea, che disciplina l’accesso alle informazioni relative al titolare effettivo delle persone giuridiche, un tema che ha generato ampio dibattito negli ultimi anni.

Gli obiettivi principali del provvedimento sono tre: rafforzare i meccanismi di prevenzione e contrasto all’uso illecito del sistema finanziario, adeguare il sistema sanzionatorio sia in ambito penale che amministrativo, e potenziare la cooperazione tra autorità nazionali ed europee. Si tratta di un intervento volto a garantire maggiore trasparenza e tracciabilità nei rapporti societari e finanziari, nell’ottica di un’armonizzazione delle regole a livello continentale.

La svolta sul registro dei titolari effettivi

Il cuore del decreto riguarda l’accesso al registro dei titolari effettivi, un tema che ha vissuto momenti di grande incertezza normativa. In precedenza, la disciplina nazionale prevedeva teoricamente una consultazione estesa a chiunque, ma il registro era di fatto rimasto inaccessibile a seguito della sospensione disposta dal Consiglio di Stato. Con il nuovo decreto, la situazione cambia radicalmente.

L’Italia introduce ora un sistema di accesso selettivo e controllato, in linea con quanto previsto dalla direttiva europea. Non si tratterà più di un accesso generalizzato, ma limitato a specifiche categorie di soggetti che possono dimostrare una necessità qualificata di consultazione.

Chi potrà accedere alle informazioni?

Il decreto legislativo individua tre categorie di soggetti autorizzati all’accesso:

  • Autorità pubbliche: le autorità di vigilanza, la magistratura e le forze dell’ordine avranno accesso pieno alle informazioni, nell’ambito delle loro funzioni istituzionali di controllo e contrasto alle attività illecite.
  • Soggetti obbligati: banche, professionisti e intermediari finanziari potranno consultare il registro ai fini degli adempimenti di adeguata verifica della clientela, nell’ambito degli obblighi di prevenzione del riciclaggio che già gravano su di loro.
  • Privati con interesse qualificato: anche i privati cittadini potranno accedere alle informazioni, ma solo se riusciranno a dimostrare un interesse giuridico specifico e differenziato. Tra questi rientrano anche i giornalisti che svolgono attività di inchiesta.

Un punto cruciale riguarda proprio la definizione di “interesse giuridico qualificato”. Le modalità pratiche per la valutazione delle richieste saranno stabilite da un successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Imprese, che fisserà i criteri precisi per determinare quando un interesse può considerarsi legittimo.

Tempi rapidi per evitare l’infrazione UE

Il provvedimento sarà operativo immediatamente, con entrata in vigore prevista il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La rapidità nell’approvazione non è casuale: il termine per il recepimento della Direttiva era già scaduto il 10 luglio 2025, portando la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

L’Italia non è stata l’unico Paese a ritardare il recepimento. La procedura di infrazione ha riguardato anche Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Grecia, Polonia, Slovacchia e Svezia. Il rapido recepimento operato dal Governo italiano consente ora di chiudere la procedura e di evitare possibili sanzioni economiche.

Ulteriori sviluppi in arrivo

L’approvazione del decreto rappresenta solo la prima fase di un processo di adeguamento più ampio. Saranno necessari ulteriori interventi regolamentari, a partire dalla revisione del decreto ministeriale n. 55 del 2022, che attualmente disciplina la comunicazione e la consultazione dei dati relativi alla titolarità effettiva.

Su queste modifiche dovranno esprimersi il Consiglio di Stato e il Garante per la protezione dei dati personali, considerando il delicato bilanciamento tra esigenze di trasparenza e tutela della privacy. Il sistema che emergerà dovrà garantire un accesso controllato ma efficace alle informazioni, evitando sia abusi che ostacoli eccessivi per chi ha legittimo interesse a conoscere i titolari effettivi delle società.

Conclusioni

Il recepimento della VI Direttiva Antiriciclaggio rappresenta un importante passo avanti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Il nuovo sistema di accesso al registro dei titolari effettivi cerca di trovare un equilibrio tra trasparenza e protezione dei dati, superando le incertezze normative degli ultimi anni.

L’Italia si allinea così agli standard europei, dotandosi di strumenti più efficaci per prevenire l’uso illecito del sistema finanziario. Resta ora da vedere come verranno definiti nel dettaglio i criteri di accesso per i privati con interesse qualificato, aspetto che sarà chiarito dai prossimi decreti attuativi e che determinerà concretamente il livello di apertura del registro.

Una replica a “Nuove regole per l’accesso al registro dei titolari effettivi”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    Informazione importantissima. Sempre sul pezzo, grazie Annamaria!

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