Il panorama della prevenzione antiriciclaggio nel settore bancario europeo e italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dal framework iniziale delineato dall’EBA con le Linee Guida EBA/GL/2022/05 fino al recepimento nazionale attraverso il provvedimento di Banca d’Italia del 2023, assistiamo a una progressiva evoluzione che ridefinisce completamente l’approccio strategico alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, con implicazioni che investono l’intera funzione AML degli intermediari finanziari.
Il Consolidamento della Governance Antiriciclaggio
L’analisi del percorso normativo evidenzia come la funzione AML sia divenuta il fulcro di un sistema di controllo integrato che trascende la tradizionale separazione tra funzioni operative e di controllo. Non si tratta semplicemente di un rafforzamento delle procedure esistenti, ma di una revisione sistemica che garantisce l’integrazione trasversale dei presidi antiriciclaggio in tutte le attività dell’intermediario.
La specificità del modello italiano, con la sua enfasi sulla proporzionalità applicativa e sull’integrazione con il sistema di controlli esistente, dimostra la capacità del regolatore nazionale di adattare i principi europei alle caratteristiche del sistema bancario domestico. L’attenzione posta da Banca d’Italia nella definizione dei flussi informativi e delle responsabilità operative evidenzia la volontà di creare un ecosistema di controlli efficace e sostanziale piuttosto che meramente formale.
L’Impatto delle Nuove Linee Guida EBA sull’Internal Governance
La consultazione avviata dall’EBA nell’agosto 2025 sulle nuove Linee Guida relative all’Internal Governance segna un ulteriore punto di svolta. L’integrazione esplicita dei rischi AML nel framework complessivo di governance istituzionale non rappresenta solo un riconoscimento dell’importanza strategica di questi rischi, ma impone anche una revisione sostanziale dell’approccio organizzativo degli intermediari.
L’enfasi posta sull’indipendenza e l’autonomia operativa della funzione AML, insieme al rafforzamento dei poteri e delle responsabilità dell’Esponente, configura un modello in cui la compliance antiriciclaggio diventa parte integrante del processo decisionale strategico. Questo approccio olistico richiede agli intermediari non solo un adeguamento formale delle procedure, ma un vero e proprio cambio di paradigma culturale.
Le Sfide Introdotte dal D.L. 95/2025
Il Decreto Legge 95/2025, convertito nella Legge 118/2025, introduce elementi di complessità aggiuntiva che richiedono alla Funzione AML di ampliare significativamente il proprio perimetro di attenzione. L’inclusione del rischio di finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa e la particolare attenzione rivolta agli Enti del Terzo Settore rappresentano sfide inedite che richiedono competenze specialistiche e sistemi di controllo dedicati.
Il ruolo centrale attribuito al Comitato di Sicurezza Finanziaria configura un nuovo ecosistema di relazioni istituzionali in cui la Funzione AML deve operare. La necessità di coordinarsi con le analisi triennali del CSF sui rischi di proliferazione e di implementare specifici controlli sugli ETS richiede una capacità di adattamento e di innovazione che va oltre la gestione ordinaria dei rischi tradizionali.
Implicazioni Operative e Strategiche
Dal punto di vista operativo, le novità introdotte dal D.L. 95/2025 impongono di rivedere completamente i modelli di risk assessment e le procedure di controllo. La gestione del rischio ETS richiede una comprensione approfondita delle dinamiche specifiche del Terzo Settore, mentre il monitoraggio dei rischi legati alla proliferazione di armi di distruzione di massa necessita di competenze tecniche specialistiche e di sistemi di screening avanzati.
La dimensione internazionale di questi nuovi rischi richiede inoltre un rafforzamento dei flussi informativi verso le autorità competenti e una maggiore capacità di collaborazione con gli organismi internazionali. La Funzione AML si trova quindi a dover gestire non solo la complessità interna dell’organizzazione, ma anche un articolato sistema di relazioni esterne che richiede competenze diplomatiche e di comunicazione istituzionale.
La Trasformazione del Sistema di Controlli
L’evoluzione normativa delineata evidenzia come il sistema di controlli antiriciclaggio stia subendo una trasformazione radicale. Da un approccio prevalentemente reattivo, basato sulla verifica della conformità a specifici obblighi normativi, si sta passando a un modello proattivo in cui la Funzione AML deve anticipare i rischi emergenti e adeguare continuamente i presidi di controllo.
Questa trasformazione richiede investimenti significativi in termini di sistemi informativi, formazione del personale e sviluppo di competenze specialistiche. Gli intermediari sono chiamati a ripensare completamente la propria organizzazione interna, privilegiando flessibilità e capacità di adattamento rispetto a strutture rigide e proceduralmente orientate.
Prospettive Future
Il quadro delineato dall’evoluzione normativa configura un futuro in cui la Funzione AML assume un ruolo sempre più centrale nella governance complessiva dell’intermediario. La convergenza tra le esigenze di compliance antiriciclaggio e le più ampie tematiche di sostenibilità e governance ESG suggerisce che questa figura potrebbe evolvere verso un ruolo ancora più ampio di coordinamento della compliance integrata.
L’attenzione crescente delle autorità di vigilanza verso i rischi emergenti e la loro interconnessione richiederà di sviluppare una visione sistemica che superi i confini tradizionali della prevenzione del riciclaggio per abbracciare una prospettiva più ampia di gestione integrata dei rischi.
Considerazioni Conclusive
L’evoluzione normativa degli ultimi anni rappresenta molto più di una semplice innovazione organizzativa: configurano un nuovo paradigma di governance che ridefinisce il rapporto tra compliance e strategia aziendale. Il successo di questa trasformazione dipenderà dalla capacità degli intermediari di cogliere le opportunità offerte da questo nuovo approccio, investendo nelle competenze e nei sistemi necessari per gestire la crescente complessità del panorama normativo.
Il D.L. 95/2025, con le sue innovazioni in materia di ETS e proliferazione di armi di distruzione di massa, accelera ulteriormente questa evoluzione, richiedendo agli intermediari di anticipare i tempi e di prepararsi a gestire rischi sempre più articolati e interconnessi. In questo contesto, l’Esponente AML emerge come figura chiave non solo per la compliance antiriciclaggio, ma per la governance complessiva dell’intermediario nell’era della complessità normativa e dei rischi emergenti.
La sfida per il futuro sarà quella di trasformare questi nuovi obblighi normativi in opportunità per rafforzare la resilienza e l’efficacia operativa degli intermediari, contribuendo così al consolidamento di un sistema finanziario più sicuro, trasparente e responsabile.
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