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Il nuovo Guidance del FATF sull’Asset Recovery (novembre 2025): priorità politica, investigazioni finanziarie, misure provvisorie e confisca

Nel novembre 2025 il Financial Action Task Force (FATF) ha pubblicato Asset Recovery – Guidance and Best Practices, il primo documento organico dedicato al tema del recupero dei beni di provenienza illecita. Il paper si inserisce nel processo di riforma avviato dal FATF tra il 2023 e il 2024, quando le Raccomandazioni internazionali su confisca e cooperazione sono state profondamente riviste per la prima volta dopo oltre trent’anni.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: rendere la confisca effettiva, sistematica e misurabile, superando la storica sproporzione tra profitti criminali stimati a livello globale e valore reale dei beni intercettati, congelati e definitivamente confiscati.

Il Guidance segue l’intero ciclo dell’asset recovery: priorità politica, investigazioni finanziarie, misure provvisorie, confisca, cooperazione internazionale, gestione e restituzione degli asset. In questo articolo esamineremo le sezioni centrali richieste dall’utente: 1) asset recovery come priorità politica; 2) financial investigation; 3) misure provvisorie; 4) misure di confisca.

1. L’Asset Recovery come priorità politica

Il FATF chiarisce che l’asset recovery non può essere un’attività residuale o episodica, ma deve diventare una funzione primaria del sistema nazionale AML/CFT. Ciò significa dotarsi di:

  • strategie nazionali esplicite, allineate alla valutazione dei rischi (NRA);
  • risorse adeguate (personale qualificato, tecnologia, strumenti legali aggiornati);
  • strutture specializzate (asset recovery office/unit, procure specializzate, task force inter-agenzia);
  • coordinamento stabile tra FIU, forze di polizia, autorità fiscali, autorità di vigilanza finanziaria, agenzie per la gestione dei beni;
  • partenariati pubblico-privati per migliorare il flusso informativo, in particolare nella fase di intelligence finanziaria.

Perché l’asset recovery è una priorità nazionale?

Il Guidance elenca i benefici principali:

  1. Riduzione dell’incentivo economico al crimine

Deprivare i criminali del profitto è il deterrente più efficace: «togliere il guadagno» incide più della detenzione.

  1. Disruption del crimine organizzato

Senza capitali non si finanziano reti logistiche, violenza, corruzione e nuove attività illecite.

  1. Giustizia per le vittime e ripristino delle risorse pubbliche

La confisca alimenta risarcimenti, indennizzi e fondi pubblici per sicurezza, sanità, istruzione.

  1. Integrità dei mercati e del sistema finanziario

Le economie che recuperano efficacemente i beni sottraggono spazio alla criminalità e risultano più attrattive per gli investimenti.

2. Le Financial Investigations

Il FATF ribadisce che ogni indagine penale, ove possibile, deve includere una financial investigation, perché solo seguendo i flussi finanziari è possibile:

  • ricostruire la catena del valore del reato;
  • individuare asset nascosti o trasferiti a terzi;
  • colpire le organizzazioni nel loro punto più vulnerabile: il patrimonio.

Le direttrici principali indicate dal FATF

Avvio proattivo delle indagini finanziarie

Le autorità devono essere in grado di avviare investigazioni non solo su input penali tradizionali, ma tramite:

  • segnalazioni di operazioni sospette (STR/SAR);
  • anomalie nell’utilizzo di virtual asset;
  • informazioni fiscali;
  • richieste estere;
  • open–source intelligence (OSINT).

Accesso tempestivo ai dati

L’accesso ai dati finanziari deve essere rapido, tracciabile e proporzionato. Le informazioni da consultare includono:

  • registri di beneficial ownership;
  • dati bancari e finanziari;
  • registri immobiliari, veicoli, titoli;
  • dati fiscali;
  • informazioni su virtual asset e wallet.

Il Guidance sottolinea il valore strategico del beneficial ownership, la cui prova è spesso la parte più complessa della confisca. Vengono quindi suggeriti meccanismi di verifica, analisi dei rapporti economici, esame delle relazioni personali, e l’uso di presunzioni ragionevoli.

Tecniche investigative e asset tracing

Il FATF incoraggia l’utilizzo di un mix di strumenti:

  • analisi finanziaria avanzata;
  • ricostruzione dei flussi in tempo reale;
  • operazioni sotto copertura con tracciamento degli asset;
  • analisi blockchain;
  • cooperazione informale e rapida con il network ARIN.

Valutazione e pre-seizure planning

Prima ancora di sequestrare un bene occorre:

  • valutarne il valore;
  • stimare costi e rischi della gestione;
  • prevedere eventuali passività (ipoteche, spese di manutenzione, rischi ambientali);
  • analizzare la tipologia (crypto, opere d’arte, beni deperibili, yacht…).

Il FATF insiste sulla necessità di prevenire dissoluzione o deterioramento del valore e di identificare per tempo eventuali terzi in buona fede.

3. Le misure provvisorie: freezing, confisca e nuove forme di sospensione

Il capitolo sulle misure provvisorie è uno dei più innovativi del Guidance.

Sospensione o trattenuta delle transazioni sospette

È la grande novità introdotta dalla revisione delle Raccomandazioni: le autorità devono poter sospendere o bloccare temporaneamente una transazione sospetta di ML/TF per consentire approfondimenti immediati.

La sospensione:

  • deve basarsi su “ragionevoli motivi di sospetto”;
  • ha durata limitata;
  • può essere attivata da autorità (FIU o LEA) senza previo ordine giudiziario;
  • può avvenire anche tramite un ordine indiretto al reporting entity (banca, VASP, notaio, professionista);
  • richiede linee guida chiare per evitare tip-off;
  • deve includere tutele per i soggetti segnalanti (safe harbour).

Ruolo dei VASP e del real estate

Il Guidance segnala che la sospensione è particolarmente cruciale per:

  • operazioni con crypto asset ad alta velocità;
  • trasferimenti internazionali;
  • operazioni immobiliari ad alto rischio di riciclaggio.

Freezing e confisca: la “cassetta degli attrezzi” essenziale

Le autorità devono avere strumenti per:

  • freezing (congelamento): blocco giuridico del bene senza rimozione fisica;
  • seizing (confisca): presa di controllo materiale.

Il FATF chiarisce:

  • il freezing è preferibile per fondi bancari;
  • il seizing è necessario per virtual asset (trasferimento a wallet governativo), beni mobili di pregio, beni facilmente dissipabili;
  • le misure devono essere ottenibili ex parte, per evitare allerta ai soggetti investigati;
  • le soglie probatorie non devono essere eccessive.

Gestione e preservazione dei beni congelati

La gestione dei beni è una fase primaria, non accessoria. Occorre:

  • strutture specializzate di gestione (asset management offices);
  • politiche di conservazione del valore;
  • possibilità di vendita anticipata (pre-confiscation sale) quando necessario, ma con cautele massime per evitare violazioni dei diritti di proprietà.

Il FATF sottolinea che la cattiva gestione dei beni può compromettere anni di indagine e ridurre drasticamente le risorse da destinare a vittime o allo Stato.

4. Le misure di confisca: un sistema completo e flessibile

Il nuovo corpus normativo del FATF richiede a ogni giurisdizione di disporre di un ventaglio completo di strumenti di confisca, per garantire che nessun asset illecito sfugga al controllo dello Stato.

Le tre tipologie obbligatorie di confisca

1) Confisca basata sulla condanna (CBC – Conviction-Based Confiscation)

Rimane la forma più tradizionale, ma deve essere flessibile e comprendere:

  • confisca per oggetto (legame diretto tra bene e reato);
  • confisca per valore (controvalore del profitto, anche su beni leciti del condannato);
  • confisca estesa, ora prevista dagli Standard FATF.

2) Confisca senza condanna (NCBC – Non-Conviction Based Confiscation)

Elemento centrale della riforma FATF.

Permette la confisca anche in assenza di condanna quando:

  • il procedimento penale è impossibile (morte, fuga, immunità…);
  • è impraticabile (reati complessi, OCG internazionali);
  • il patrimonio ha chiari indici di provenienza delittuosa.

Può essere civilistica, amministrativa o giudiziaria, con standard probatori più bassi. Richiede forti garanzie procedurali.

3) Strumenti innovativi: Unexplained Wealth Orders (UWO)

Gli UWO consentono:

  • di invertire l’onere della prova sulla lecita provenienza dei beni;
  • di avviare un procedimento confiscatorio basato su sospetta sproporzione patrimoniale.

Il Guidance distingue:

  • UWO investigativi, che obbligano il soggetto a fornire spiegazioni;
  • UWO confiscatori, che avviano la procedura di confisca.

Aggredire anche beni indiretti e di terzi

La confisca deve poter colpire:

  • beni intestati a terzi non in buona fede;
  • società schermo, figure fiduciarie, familiari;
  • beni trasferiti per donazione o a titolo gratuito.

Enforcement e realizzazione

Un ordine di confisca inefficace è inutile. Per questo il FATF insiste su:

  • esecuzione effettiva tramite strutture dedicate;
  • cooperazione internazionale immediata;
  • prevenzione del forum shopping da parte dei criminali;
  • nessuna duplicazione di indagini in sede di riconoscimento di ordini esteri.

Conclusioni

Il Guidance FATF del novembre 2025 rappresenta un vero salto di qualità nella lotta globale al riciclaggio e alla criminalità organizzata. La logica di fondo è chiara: non basta perseguire i criminali, bisogna privarli dei beni che rendono possibili le loro attività.

Per farlo, gli Stati devono:

  • considerare l’asset recovery una priorità politica;
  • svolgere investigazioni finanziarie sistematiche e tecnologicamente avanzate;
  • disporre di strumenti provvisori rapidi e flessibili;
  • adottare un sistema di confisca completo, moderno, rispettoso dei diritti fondamentali ma realmente efficace.

Il messaggio del FATF è inequivocabile: la confisca non è più un complemento dell’indagine penale, ma il cuore di un moderno sistema AML/CFT.

Clicca qui per leggere il documento

2 risposte a “Il nuovo Guidance del FATF sull’Asset Recovery (novembre 2025): priorità politica, investigazioni finanziarie, misure provvisorie e confisca”

  1. Avatar gladiatorsoftlyd59bfe5447
    gladiatorsoftlyd59bfe5447

    L’articolo coglie correttamente la portata sistemica del documento Asset Recovery – Guidance and Best Practices (novembre 2025), evidenziando come il recupero dei beni non sia più concepito come fase terminale dell’azione penale, bensì come asse strategico dell’intero framework di prevenzione e repressione.

    Particolarmente rilevante è la valorizzazione della dimensione politico-strategica: l’asset recovery viene ricondotto alla governance nazionale, con implicazioni dirette sulla National Risk Assessment (NRA), sull’allocazione delle risorse e sull’istituzionalizzazione di strutture specializzate. Questo approccio è coerente con l’evoluzione metodologica del FATF, che negli ultimi cicli di mutual evaluation ha misurato in modo sempre più stringente l’“effectiveness” (Immediate Outcomes 7 e 8).

    Sul piano operativo, l’enfasi sulla financial investigation sistematica rappresenta un cambio culturale: non più indagine patrimoniale accessoria, ma investigazione parallela e integrata fin dall’avvio del procedimento. L’articolo valorizza correttamente il ruolo dei registri di beneficial ownership e delle analisi su virtual asset, che costituiscono oggi il principale terreno di confronto tra capacità investigativa statale e sofisticazione criminale.

    Molto innovativo è il passaggio sulle misure provvisorie, in particolare sulla sospensione temporanea delle transazioni sospette. Qui emerge un rafforzamento dei poteri delle FIU e delle autorità inquirenti, con un equilibrio delicato tra tempestività operativa, tutela dei diritti di proprietà e prevenzione del tip-off. Questo aspetto avrà impatti significativi anche sugli obblighi organizzativi degli intermediari, specie in ambito crypto e real estate.

    Infine, la sistematizzazione delle tre macro-tipologie di confisca (CBC, NCBC, strumenti assimilabili agli UWO) evidenzia la volontà del FATF di imporre un arsenale giuridico completo, riducendo le asimmetrie normative tra giurisdizioni e limitando le opportunità di forum shopping criminale.

    In sintesi, l’articolo mette bene in luce la trasformazione dell’asset recovery da strumento repressivo a leva strutturale di politica criminale economica, coerente con l’approccio risk-based e orientato ai risultati che caratterizza l’attuale fase evolutiva degli Standard FATF.

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  2. Avatar thoughtfullyfamous8f0258f350
    thoughtfullyfamous8f0258f350

    Il Guidance 2025 del Financial Action Task Force ridefinisce l’asset recovery come pilastro centrale dell’AML/CFT: priorità politica, indagini finanziarie sistematiche, misure provvisorie rapide e un sistema di confisca completo e flessibile. Non più strumento accessorio, ma cuore dell’effettività del sistema.

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